“Quale bellezza salverà il mondo?”

In questo tempo di pandemia, assediati dalla paura del contagio, dalla preoccupazione di una crisi economica dai contorni difficilmente definibili, sconcertati dal bollettino di guerra di contagi e vittime del Covid 19, abbiamo bisogno di risollevare lo sguardo e di alimentare la speranza.

Pensando a queste righe per l’edizione del Festival San Gregorio di quest’anno, una “lockdown edition” come indicato sul sito, mi veniva in mente la frase del principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”.

Un’affermazione diventata famosa anche grazie alla lettera pastorale del Card. Martini per l’anno 1999-2000 dal titolo: “Quale bellezza salverà il mondo?”

Come dice Platone il bello è lo splendore del vero e per questo – diciamo noi – conduce a Dio nel cui essere unità, bellezza, bontà e verità si fondono.

L’arte in generale- e in specie la musica – è sicuramente una scintilla di questa bellezza, come ha scritto S. Giovanni Paolo II nella sua lettera agli artisti (1999): “Nel rilevare che quanto aveva creato era cosa buona, Dio vide anche che era cosa bella… La bellezza è in un certo senso l’espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza” (n. 3).

Grazie agli organizzatori del Festival di S. Gregorio che non si arrendono alle limitazioni di questo tempo e non ci fanno mancare la bellezza della loro arte. È un esempio da seguire!

don Stefano Dolci – parroco di Caslino d’Erba